Francesco Giappichini

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Monaci di ieri e di oggi – 2

In SOCIETA' on 31 agosto 2012 at 00:10

L’altro monaco buddista vietnamita di cui si é tornati a parlare é Thích Quảng Đức, quello che nel giugno del 1963 si suicidó dandosi fuoco in una strada di Sai Gon, ritratto in una notissima quanto drammatica foto: Malcoln Browne, notissimo fotografo di guerra e Premio Pulitzer, é infatti deceduto in questi giorni, per le conseguenze del morbo di Parkinson. Tornando al povero monaco, va ricordato che stava protestando contro le persecuzioni antibuddiste del Vietnam del sud filo-occidentale, e che secondo la leggenda il suo cuore fu trovato intatto tra le ceneri.

La morte di Thích Quảng Đức

 

 

 

 

 

 

 

Per questo motivo é tuttora venerato. Segue l’articolo, tratto dal portale “Adnkronos”, e intitolato «Usa: addio a Browne, in Vietnam scatto’ la foto del bonzo in fiamme», dedicato alla morte di Browne. «Il fotografo Malcolm Browne, veterano della guerra in Vietnam e vincitore nel 1964 del Premio Pulitzer, si e’ spento ieri in un ospedale del New Hampshire all’eta’ di 81 anni dopo una lunga battaglia contro il morbo di Parkinson. Come ricordano i media Usa, Browne divenne celebre per la foto, scattata nel 1963, di un monaco sud vietnamita che si era dato fuoco per protesta in una strada di Saigon. L’immagine divenne emblematica dell’escalation verso la quale si stava rapidamente avviando il conflitto.

Nella sua carriera Browne aveva lavorato, tra gli altri, per l’agenzia Associated Press e per il New York Times».

 

(Francesco Giappichini)

Monaci di ieri e di oggi

In SOCIETA' on 30 agosto 2012 at 13:21

Due monaci buddisti vietnamiti, del passato e del presente, sono saliti in questi giorni agli onori della cronaca. In primo luogo, “Il messaggero”, con un reportage a firma di Valentina Parasecolo, ha dato notizia della visita in Italia – proprio in queste settimane – di Thic Nhat Hanh, monaco attivista che nel 1967 fu candidato al Premio Nobel per la pace addirittura da Martin Luther King. Per la sua attivitá all’insegna della non-violenza fu esiliato dal Governo filo-americano, ma persino dopo la vittoria dei vietcong si rifiutó di tornare in patria, per esservi invitato solo nel 2005.

Thích Nhất Hạnh

 

 

 

 

 

 

Segue un brano dell’articolo citato: ««Non conosco nessuno più meritevole del Nobel per la Pace di questo monaco gentile che viene dal Vietnam». Queste le parole di Martin Luther King quando, nel 1967,candidò al premio il maestro buddista Thich Nhat Hanh. Per portare il suo messaggio di riconciliazione e fratellanza, ora quel “monaco gentile” torna in visita in Italia per l’ottava volta: sarà a Roma il 30 agosto e il 6 settembre e a Milano dall’8 al 10 settembre.

Nel giorno della sua visita nella capitale parteciperà alle 17,30 a una camminata silenziosa per la pace (Passi di pace su questa Terra) con partenza da Piazza del Popolo; mentre giovedì 6 settembre al Teatro Olimpico dalle ore 20 ci sarà la conferenza aperta al pubblico dal titolo “Città: culla della trasformazione”». (Continua).

(Francesco Giappichini)

Arrestato tycoon banche, perché?

In SOCIETA' on 29 agosto 2012 at 00:10

Come riportato dalla stampa internazionale, uno degli uomini piú ricchi del Vietnam é finito dietro le sbarre. Nguyen Duc Kien, classe 1964, é uno dei fondatori, oltre che azionista, dell’Asia commercial bank, l’amministratore delegato del gruppo finanziario di Hanoi Asia financial group joint stock co, il vicepresidente della locale Lega calcio, e il presidente di un club calcistico della capitale Hanoi; ma vanta anche una certa amicizia col presidente della repubblica.

Nguyen Duc Kien, un amante del calcio

 

 

 

 

 

 

Ebbene tutto ció non gli é bastato per  evitare l’arresto per condotta illegale negli affari. Secondo i soliti bene informati, all’origine della vicenda – che inevitabilmente ha scosso il fragile mercato azionario locale – vi sarebbe la lotta di potere tra le fazioni che si contendono il controllo del Partito comunista al governo. In buona sostanza l’arresto del tycoon con gli occhi a mandorla rappresenterebbe una sorta di avvertimento dell’ala dura del partito, guidata dal capo dello stato Truong Tan Sang, nei confronti dei moderati – de facto maggioritari – del premier Nguyen Tan Dung.

Il cui potere, a parere degli analisti, ben difficilmente verrá scalfito da questa vicenda, ma che si troverá ad affrontare scenari sempre piú complessi, contrassegnati non solo dal cronico problema dell’inflazione, ma soprattutto dalle conseguenze della crisi economica mondiale, come il calo degli investimenti stranieri.

(Francesco Giappichini)

Subtyl, arte e prêt-à-porter

In CULTURA on 28 agosto 2012 at 00:10

Il nostro viaggio nel mondo della moda originaria dell’Indocina francese prosegue in Cambogia, nella capitale Phnom Penh. Anzi, per essere piú precisi nella famosissima 240 street, una sorta di via Monte Napoleone in salsa esotica, di Quadrilatero della moda col profumo di Mekong. Ed oggi vogliamo presentare Subtyl, un brand che prima di essere un semplice marchio del  prêt-à-porter é segnale e sinonimo di arte declinata al femminile. Creato nel 2004, contrassegna abiti ed accessori ideati all’insegna di qualitá, eccellenza e raffinatezza: e queste non sono parole vuote, poiché ogni abito Subtyl é unico e fatto a mano nel laboratorio dell’azienda.

Una creazione della casa di moda Subtyl

 

 

 

 

 

E chi pensa alle famigerate maquila, le cosiddette fabbriche del sudore che esistono anche nel Sudest asiatico, in questo caso si sbaglia di grosso. Ma non é tutto, perché Subtyl vuole coniugare questo amalgama con la praticitá e la freschezza – e perché no con la facilitá di indossare – inevitabili in una realtá tropicale. Un altro aspetto che non puó essere sottaciuto: Subtyl investe sui propri lavoratori, attraverso frequenti corsi di formazione, all’insegna del team work, il lavoro di squadra. «Team work is a key word for us», si ama ripetere nell’elegante via 240.

Infine segnaliamo che la maison si é specializzata anche nel cosiddetto abbigliamento professionale: un’occhiata al sito consente di osservare la qualitá dei manufatti.

(Francesco Giappichini)

Wanderlust, etico e trendy

In CULTURA on 27 agosto 2012 at 00:10

Etico ma soprattutto trendy. Un brand dell’abbigliamento che é una testimonianza di solidarietá, ma anche di quella creativitá del Sudest asiatico – e specie della Cambogia – che ormai affascina le donne del mondo intero. Il nome del marchio non poteva essere che Wanderlust, termine inglese che in italiano significa voglia di girovagare e viaggiare, ma non come semplici turisti: é piuttosto uno spensierato vagabondare. Tutto nasce da un’idea dell’intraprendente tedesco Andrew Lerman, che dopo essersi trasferito nel Paese dell’Indocina ha pensato bene di valorizzare lo stile e il gusto locali, in nome della responsabilitá sociale: i manufatti «fatti in casa» degli artigiani e delle donne locali vengono immessi nell’arena globale e nel mercato occidentale, incentivando cosí la creazione della microimpresa.

Un modello della collezione Wanderlust

 

 

 

 

 

 

 

 

Attraverso il portale di Wanderlust é possible osservare le nuove collezioni, ma anche acquistarle on line, dopo aver scelto tra la vasta gamma di vestiti, accessori e gioelli. Naturalmente, chi avesse la fortuna di visitare la Cambogia potrá osservare questi sfiziosi prodotti nel negozio monomarca della capitale Phnom Penh, oppure nei due punti vendita della cittadina di Siem Reap.

Nell’ultimo triennio il brand ha ottenuto enorme visibilitá, specie in seguito ai reportage dedicatigli dalla versione britannica della rivista “Elle”, e dal quotidiano francese  “Le monde”.

(Francesco Giappichini)

Bonna realty, immobili da sogno

In SOCIETA' on 26 agosto 2012 at 12:25

Voglia d’Indocina, desiderio d’un immobile a un prezzo ragionevole, per assistere magari al tramonto sulle rive del Mekong, con tanto di vista su un’immensa risaia? Se volete realizzare il sogno – anche a pochi chilometri da Phnom Penh, la chiassosa e dinamica capitale della Cambogia, sempre piú crocevia dei commerci e traffici del Sudest asiatico – potete rivolgervi all’agenzia immobiliare Br – Bonna realty group: attiva dal 1999, che da quelle parti é come parlare d’un secolo, si dedica con particolare attenzione alla clientela straniera.

Megavilla in affitto a $550 al mese: un’offerta di Bonna realty group

 

 

 

 

 

 

 

Basta un’occhiata sul sito per farsi un’idea delle soluzioni mirabolanti offerte alla clientela: dalle maestose ville affittate per poche centinaia di euro, a lussuosi appartamenti acquistabili con poche decine di migliaia di dollari. In un Paese – é superfluo aggiungere – benedetto dalla mitezza del clima e dalla sostanziale assenza di criminalitá. I servizi offerti dal team di Bonna realty sono vari: l’agenzia non si limita a presentare una gamma quasi infinita d’immobili residenziali o commerciali (ma anche industriali) da acquistare o affittare, ma si occupa naturalmente di ogni servizio immobiliare, di adempimenti condominiali, valutazione degli edifici e consulenza immobiliare.

L’obiettivo é infatti quello di offrire al cliente un servizio «tutto compreso», che eventualmente lo accompagni nel primo approccio col Paese asiatico.

(Francesco Giappichini)

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