Francesco Giappichini

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Decreto 46, italiani preoccupati

In POLITICA on 31 gennaio 2012 at 00:10

La crisi ha colpito anche il Vietnam, e a farne le spese potrebbero essere le imprese straniere, sia quelle già insediatesi nel Paese, sia quelle con l’intenzione di trasferirvisi. Alla fine del 2011 è stato, infatti, emanato il Decreto 46, che mira a rendere difficoltoso alle aziende provenienti dall’estero – comprese naturalmente quelle italiane – l’assumere dipendenti stranieri. Almeno un mese prima di contrattarne uno, l’impresa dovrà pubblicare nei media locali l’inserzione per quella determinata posizione lavorativa.

Il logo dell'Icham

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicità che peraltro dovrà essere provata dalla stessa azienda, prima della richiesta del permesso di lavoro. E non è tutto: la stessa proroga di un permesso di lavoro già concesso, dovrà essere preceduta dalla stipulazione di un contratto di apprendistato con un cittadino locale, per la stessa posizione. Della normativa, che ha destato preoccupazione tra gli imprenditori e le comunità straniere, si sono occupate le Camere di commercio in Vietnam di vari paesi, compresa l’Italia: a esprimere i dubbi dei nostri concittadini ci ha pensato il presidente dell’Icham (Italian chamber of commerce in Vietnam), Massimiliano Guelfo, in un’intervista alla televisione locale.

Come non bastasse, risulta che l’entrata in vigore della legge abbia indirettamente creato difficoltà ai nostri connazionali, sia all’atto di rinnovare il work permit, che il visto turistico.

Vietnam, puntare su Russia e Spagna

In ECONOMIA on 30 gennaio 2012 at 00:10

L’indagine sulle future sfide economiche del Vietnam non può prescindere dai successi internazionali che il tessuto produttivo nazionale ha di recente conseguito. In primis va segnalata la crescita dell’interscambio tra il Paese e la Russia, che promette bene anche per il futuro: non solo alla luce della prossima firma dell’Accordo di libero scambio con l’unione doganale costituita da Bielorussia, Kazakistan e la stessa Russia, ma anche dell’ingresso di Mosca nell’Organizzazione mondiale del commercio.

Le bandiere di Vietnam e Russia

 

 

 

 

 

 

 

Si prevede, infatti, che il 2012 faccia superare all’interscambio commerciale tra Mosca e Hanoi la non trascurabile quota di 3 miliardi di dollari, grazie soprattutto al traino rappresentato dalle esportazioni verso il Paese europeo (lo scorso anno in crescita del sessantatre per cento rispetto al 2010, ndr). Un gravoso impegno attenderà comunque gli asiatici, per superare quelle diaboliche barriere non tariffarie che Mosca è solita innalzare. E poi merita un cenno, il crescente interesse dell’universo imprenditoriale spagnolo per il tessuto produttivo vietnamita: per aprile la Camera di commercio di Madrid ha in programma una missione commerciale a Ho Chi Minh city, allo scopo di studiare il mercato locale e stabilire eventuali collaborazioni commerciali.

E inoltre Madrid ha già confermato la propria partecipazione alla costruzione della metropolitana dell’ex Saigon.

(Francesco Giappichini) 

Vietnam, crescita in chiaroscuro

In ECONOMIA on 29 gennaio 2012 at 01:33

Nel 2011 l’economia vietnamita è cresciuta del 5,89 per cento, un dato senz’altro positivo – specie se confrontato alle percentuali negative che pesano sul prodotto interno lordo (pil) del nostro Paese – che si accompagna tuttavia a un’inflazione record, a un deciso calo degli investimenti stranieri e a un aumento degli scioperi, che potrebbero mettere in discussione la leadership del Partito comunista al potere.

Dong vietnamiti

 

 

 

 

 

 

Secondo Do Thuc, direttore generale del Dipartimento generale di statistica, vanno elogiati gli sforzi del Governo nella lotta contro i continui balzi dei prezzi, grazie ai quali il tasso d’inflazione è stato “contenuto” al 18,13 per cento. Il rapporto deficit/pil – ha proseguito – si è attestato al 4,9 (dato in calo rispetto al 5,3 del 2010), mentre per il 2012 si prevede una crescita dell’economia del 6,5 per cento e un calo dell’indice inflattivo al 10 per cento. Si segnala poi il forte aumento della produzione agricola che lo scorso anno – grazie ovviamente al riso – ha raggiunto i quarantasette milioni di tonnellate.

Il direttore non fa però cenno né al citato calo degli investimenti esteri né all’incipiente fenomeno della delocalizzazione in Cambogia, da parte di aziende in precedenza insediatesi in Vietnam (e spesso a loro volta in fuga dalla Cina): non solo alla ricerca di salari più bassi, ma anche di una manodopera più docile e meno propensa a scioperare.

(Francesco Giappichini)

Novità online: “Vietnam report”

In SOCIETA' on 28 gennaio 2012 at 23:38

«Dal momento che non sono mai stato membro di nessun partito, di nessuna chiesa, di nessun gruppo, di nessuna setta che mi imponesse i suoi valori, che mi guidasse nel giudizio, che mi offrisse le sue già confezionate interpretazioni dei fatti umani, dal momento che non ho mai avuto una fede a cui attaccarmi, ho dovuto ogni volta farmi una mia idea di quel che mi stava davanti, di quel che vedevo».

Tiziano Terzani in Vietnam

 

 

 

 

 

 

Ci appropriamo con orgoglio di queste parole – usate da Tiziano Terzani per introdurre la nuova edizione di «Pelle di leopardo», che racconta le fasi finali della Guerra del Vietnam, la «presa di Saigon» e le prime settimane successive alla «liberazione» – che perfettamente descrivono la disposizione mentale con cui condurremo la nuova testata. “Vietnam report”, attraverso indagini sul campo, descriverà giorno per giorno l’attualità del Paese asiatico (senza naturalmente tralasciare le vicende più importanti dei Paesi dell’area): una Nazione di oltre ottantasei milioni di abitanti, la cui costante crescita economica la sta trasformando nella nuova «tigre asiatica», per molti aspetti la più interessante.

Ne osserveremo puntualmente il dibattito politico, andremo a fondo sulle questioni economiche, curiosi degli sviluppi del doi moi (la fase di rinnovamento inauguratasi nel 1986), e faremo altresì la cronaca dei rapporti, non solo istituzionali, tra l’ex colonia francese e l’Italia.

(Francesco Giappichini)

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